Ho sempre amato la poesia, anche se mi rendo conto che ultimamente non ne leggo tante, anzi...quasi per niente..
Ma stamattina me ne è capitata una sotto mano, è di Jacques Prevert, intitolata
"I ragazzi che si amano",
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore.
Mi fa venire in mente, non so perchè, la gita a Praga che feci al tempo del liceo...
Mi fa pensare a quanto sia bella la "spensieratezza", al fatto che quando si hanno 18 anni si ama e
si vive in un modo completamente diverso...si hanno tantissime speranze, sogni, desideri...tutto ti sembra così estremo, sia la felicità che il dolore...
Non ci sono mezze misure, o si ama con tutto se stessi, o si prova totale indifferenza.
Quella gita la ricordo con tanta nostalgia...pensavo che Praga non mi sarebbe mai e poi mai piaciuta,
ed invece, l'ho trovata una città davvero affascinante e misteriosa allo stesso tempo...e mi piacerebbe davvero ritornarci...per poterla rivedere con occhi diversi, con occhi ormai di donna...chissà se mi piacerebbe ancora o forse persino di più!
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