mercoledì 31 luglio 2013
martedì 23 luglio 2013
Sogno nel cassetto
Ultimamente,
ho letto un libro di Paulo Coelho in cui dice pressappoco così: “Quando cerchi
di realizzare il tuo sogno tutto, intorno a te, cospira affinchè tu ci possa
riuscire”.
Io non credo
che sia esattamente così!
Anzi.
Penso che
quando cerchi di realizzare il tuo sogno, incontri tanti e tali ostacoli che ti
spingono a desistere.
Lavorativamente
parlando, infatti, il mio sogno nel cassetto è insegnare.
E per un
solo anno ho avuto anche la fortuna di poterlo fare.
E’ stato un
anno molto bello, che mi ha dato tanto (magari non in termini economici, ecco,
dato che le scuole paritarie ti assumono con contratti co.co.pro e in più ti
pagano una miseria…:-( ), ma sicuramente a livello umano è stata un’esperienza
bellissima, che mi ha portato a conoscere degli alunni che mi sono rimasti nel
cuore e ad avere tante soddisfazioni, come quella di vedere che un alunno che bigiava sempre, iniziare a frequentare le mie lezioni o incontrarne un altro, dopo
gli esami,che ti dice: “Lei è stata la prof che mi ha insegnato di più”…
La cosa
bella, con i ragazzi, è che non puoi barare, perché hanno una sorta di sesto
senso e si rendono conto se veramente vuoi insegnare e lo fai con passione, o se
per te è solo un lavoro come un altro.
Una delle
cose che ho cercato di insegnargli è di chiedersi
sempre il perché delle cose, sia nello studio che nella vita di tutti i
giorni, perchè credo che dietro un comportamento, anche sbagliato, ci sia sempre qualcosa, una ragione che può essere razionale o
emotiva.
E questo è
lo stesso principio che ho cercato di adottare anche con l’alunno a cui, in fin
dei conti, mi sono più affezionata….
Ho cercato di guardare al di là comportamento: irrispettoso, si faceva le canne e arrivava
sempre in ritardo alle lezioni.
O almeno
questo era quello che mostrava al mondo esterno. Perché, in realtà, era un
ragazzo molto insicuro e sensibile ed aveva degli occhi tanto tristi…
Ma sicuramente
sono state molte di più le cose che sono stata io ad imparare…
Quanto,
molto spesso, i ragazzi abbiano solo bisogno di essere ascoltati, e che tante
cose che non riescono a comunicare a voce, te la trasmettono con lo sguardo.
Ho capito
anche molte cose di me stessa: nonostante io sia
una persona tranquilla, nel momento in cui bisogna combattere contro
un’ingiustizia, non mi tiro indietro!
E questo è
quello che ho fatto per difendere un alunno da qualcosa che ritenevo ingiusta:
non mi sono tirata indietro nonostante alcuni colleghi fossero molto più vecchi di me e con molta più
esperienza..
Ma la stessa
esperienza, alle volte, può essere ingannevole, non ti fa guardare in profondità le cose, forse
perché si ha la presunzione di saperne di più.
Purtroppo,
entrare nel mondo della scuola sembra essere davvero un percorso impervio e difficile,
dove ad ogni concorso o corso abilitante, aggiungono qualche nuovo requisito
in cui, sicuramente, non si rientra. Ed allora, ho scelto la strada “più
facile”, proprio io, che ho sempre ritenuto che le strade più dure, gli
obiettivi più difficili da raggiungere, fossero i più belli e quelli che danno
maggior soddisfazione.
Quindi, per
ora, questo sogno rimane ben chiuso nel cassetto. Ma se un giorno mai avessi la
possibilità, mi piacerebbe aprire una scuola, in cui
sceglierei i professori tra quelli che non hanno "i requisiti”, ma un’autentica passione, per
i quali l’insegnamento non è una mera trasmissione di nozioni.
E, come alunni,
accetterei tutti, anche quelli più difficili, perché sono proprio loro che
hanno più bisogno di essere ascoltati ed aiutati.
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