martedì 23 luglio 2013

Sogno nel cassetto



Ultimamente, ho letto un libro di Paulo Coelho in cui dice pressappoco così: “Quando cerchi di realizzare il tuo sogno tutto, intorno a te, cospira affinchè tu ci possa riuscire”.
Io non credo che sia esattamente così!
Anzi.
Penso che quando cerchi di realizzare il tuo sogno, incontri tanti e tali ostacoli che ti spingono a desistere.
Lavorativamente parlando, infatti, il mio sogno nel cassetto è  insegnare.
E per un solo anno ho avuto anche la fortuna di poterlo fare.
E’ stato un anno molto bello, che mi ha dato tanto (magari non in termini economici, ecco, dato che le scuole paritarie ti assumono con contratti co.co.pro e in più ti pagano una miseria…:-( ), ma sicuramente a livello umano è stata un’esperienza bellissima, che mi ha portato a conoscere degli alunni che mi sono rimasti nel cuore e ad avere tante soddisfazioni, come quella di vedere che un alunno che bigiava sempre, iniziare  a frequentare  le mie lezioni o incontrarne un altro, dopo gli esami,che ti dice: “Lei è stata la prof che mi ha insegnato di più”…


La cosa bella, con i ragazzi, è che non puoi barare, perché hanno una sorta di sesto senso e si rendono conto se veramente vuoi insegnare e lo fai con passione, o se per te è solo un lavoro come un altro.
Una delle cose che ho cercato di insegnargli è di  chiedersi sempre  il perché delle cose, sia nello studio che nella vita di tutti i giorni, perchè credo che dietro un comportamento, anche sbagliato, ci sia  sempre qualcosa, una ragione che può essere razionale o  emotiva.
E questo è lo stesso principio che ho cercato di adottare anche con l’alunno a cui, in fin dei conti, mi sono più affezionata….

Ho cercato di guardare al di là comportamento:  irrispettoso, si faceva le canne e arrivava sempre in ritardo alle lezioni.
O almeno questo era quello che mostrava al mondo esterno. Perché, in realtà, era un ragazzo molto insicuro e sensibile ed aveva degli occhi tanto tristi…


Ma sicuramente sono state molte di più le cose che sono stata io ad imparare…
Ho imparato quanto sia più bello e  stimolante   poter lavorare con il sorriso, e perchè no, magari anche divertendosi un pò. 
Quanto, molto spesso, i ragazzi abbiano solo bisogno di essere ascoltati, e che tante cose che non riescono a comunicare a voce, te la trasmettono con lo sguardo.
Ho capito anche molte cose di me stessa: nonostante io sia  una persona tranquilla, nel momento in cui bisogna combattere contro un’ingiustizia, non mi tiro indietro!
E questo è quello che ho fatto per difendere un alunno da qualcosa che ritenevo ingiusta: non mi sono tirata indietro nonostante  alcuni colleghi  fossero molto più vecchi di me e con molta più esperienza..
Ma la stessa esperienza, alle volte, può essere ingannevole,  non ti fa guardare in profondità le cose, forse perché si ha la presunzione di saperne di più. 


Purtroppo, entrare nel mondo della scuola sembra essere davvero un percorso impervio e difficile, dove ad ogni concorso o corso abilitante, aggiungono qualche nuovo requisito in cui, sicuramente, non si rientra. Ed allora, ho scelto la strada “più facile”, proprio io, che ho sempre ritenuto che le strade più dure, gli obiettivi più difficili da raggiungere, fossero i più belli e  quelli che danno maggior soddisfazione.
Quindi, per ora, questo sogno rimane ben chiuso nel cassetto. Ma se un giorno mai avessi la possibilità, mi piacerebbe aprire una scuola, in cui  sceglierei i professori tra quelli che non hanno "i requisiti”, ma un’autentica passione, per i quali l’insegnamento non è una mera trasmissione di nozioni. 
E, come alunni, accetterei tutti, anche quelli più difficili, perché sono proprio loro che hanno più bisogno di essere ascoltati ed aiutati.

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