rispetto a ciò che si ama
poichè lasciamo un po’ di noi stessi
in ogni luogo ad ogni istante.
E’ un dolore sottile e definitivo
come l’ultimo verso di un poema…
Partire è un po’ morire
rispetto a ciò che si ama.
Si parte come per gioco
prima del viaggio estremo
e in ogni addio seminiamo
un po’ della nostra anima”.
(Edmond Haracourt)
L’altro ieri
i miei vicini sono partiti alla volta dell’Olanda…ma sarebbe più corretto dire
che si sono trasferiti. Partiti, dunque, per non tornare. Almeno, non subito.
Ciò mi ha
messo una grande tristezza addosso…perché lui lo conosco da quando eravamo
bambini e ricordo quando giocavamo
assieme a pallavolo utilizzando come rete la recinzione tra i nostri giardini.
Quando si è
sposato, il padre gli ha lasciato la casa ed è venuta a vivere con lui la sua
simpatica moglie e poi sono arrivati due bei bimbi che ho visto nascere e crescere…
Mi è
dispiaciuto vederli partire anche perché so che per loro è stata una decisione
tutt’altro che facile, in quanto coinvolge e ricade anche sui bambini…
So che vuol
dire partire…io stessa ho vissuto un
anno al nord…che poi, si è rivelato essere un anno bellissimo…ma ricordo la
sensazione che provai quando in macchina, con la mia amica, imboccammo il
raccordo per poi prendere l’autostrada…ricordo che sentii il cuore pesante ed
una sensazione di tristezza e di malinconia…che mi è rimasta dentro per tutto
il viaggio ed anche per qualche giorno a seguire…
Nel corso
degli anni ho visto partire tanta gente che conoscevo.
Prima,
però, le persone partivano per trovare un lavoro migliore, una scelta
dettata da uno stipendio più alto o dall’ambizione di diventare qualcuno…ora,
invece, sembra essere quasi una scelta obbligata, per poter avere semplicemente
un lavoro!!!
E mi viene
in mente la frase di Renzo Piano: “I giovani devono partire per curiosità, non
per disperazione”.
Mai così
tristemente vera!!!
Ed
inevitabilmente, sento questa città sempre un po’ meno mia.
Perché, in
fondo, le città si somigliano un po’ tutte, un ponte, una strada, un edifico
sono uguali qui come in qualsiasi altra città del mondo…ciò che le rende
speciali, sono le persone che vi abitano, quelle a cui vogliamo bene, sono loro a renderle ai
nostri occhi uniche …perché loro vivono qui…e non altrove.
Mi tocca molto questo post, io che a breve partirò per Londra (Erasmus). Già sento un groppo in gola a lasciare qui alcune persone
RispondiEliminaE' vero, partire non è mai facile,
RispondiEliminasoprattutto per le persone di cui sentiremo la mancanza....
Però immagino che fare l'Erasmus, e soprattutto a Londra, sia davvero un'esperienza molto bella, e che un pò rimpiango di non aver fatto.
Un grande in bocca al lupo!!